Chakra - Sahasrara, chakra della corona

Chakra, Sahasrara – chakra della corona

La posizione del settimo chakra è la sommità della testa ed esso influenza gli istinti, la spiritualità, l’integrazione mente-corpo-anima e la consapevolezza cosciente. Secondo lo Yoga è proprio grazie a questo centro energetico che avviene l’illuminazione. Controlla il centro della testa e la linea mediana sopra l’orecchio, il cervello, il sistema nervoso e la ghiandola pineale. L’elemento di questo chakra è il pensiero che rappresenta tutto ciò che ci circonda e la sua funzione è la conoscenza. I colori sono viola, bianco o oro, così le pietre sono la fluorite, il quarzo ialino, la selenite e il diamante. Quando il Sahasrara Chakra è bloccato, possono comparire esaurimento cronico, ipersensibilità a luce e suoni, perdita di motivazione, crisi d’identità e rifiuto di ogni forma di spiritualità. Si può avvertire anche un senso di vuoto o terrore esistenziale. Il mantra Ah e posizioni yoga come la posa dell’albero e Savasana (la posa del cadavere) aiutano a stimolare questo centro. Anche il fiore di loto bianco e la meditazione sono utili per armonizzarlo. Quando è attivo e bilanciato, si sperimenta un senso profondo di unità con l’universo, apertura mentale, saggezza e una maggiore connessione con sé e con gli altri.

Chakra, Adjnia o “chakra del terzo occhio”

Chakra, Ajna – chakra della luce

La posizione del sesto chakra è tra le sopracciglia e rappresenta il terzo occhio. Ajna Chakra è correlato all’autoconsapevolezza, alla saggezza, all’intelligenza, alla preveggenza, all’implementazione delle idee, alla separazione, all’intuizione, alla comprensione e al ragionamento intuitivo. Controlla le funzioni del cervello, occhi, orecchie, naso, ghiandola pituitaria, ghiandole pineali e sistema nervoso. Il suo elemento è la luce, il colore è l’indaco e le pietre sono l’ametista, lapislazzuli o sodalite. Il senso associato ad esso è la vista. Un blocco di Ajna può causare mal di testa, problemi agli occhi, disturbi del sonno, difficoltà di apprendimento, convulsioni, depressione e alterazioni del midollo spinale. A livello mentale ed emotivo, lo squilibrio si manifesta con scarsa concentrazione, difficoltà di giudizio, illusioni e paura della verità. Per armonizzarlo si usa il mantra Om e si praticano asana come la posizione del bambino, dell’albero, le pose sedute e esercizi di concentrazione visiva. Utili anche la meditazione, la visualizzazione e oli essenziali come lavanda e abete bianco. Quando è in equilibrio, questo chakra favorisce chiarezza mentale, immaginazione, intuizione e capacità di focalizzazione.

Chakra, Vishuddha o “chakra della gola”

Chakra, Vishuddha – chakra della gola

Il quinto chakra è localizzato nella gola, plesso nervoso della regione faringea. Il Vishuddhi Chakra si occupa di tratti della personalità come comunicazione, creatività, fiducia, sincerità, autoconsapevolezza ed espressione. Governa la gola, la tiroide e le ghiandole paratiroidi, la trachea, le vertebre cervicali, le corde vocali, il collo e le spalle, le braccia, le mani, l’esofago, la bocca, i denti e le gengive. L’elemento legato a questo chakra è l’etere, lo spazio. Si tratta del più sottile degli elementi e la sua manifestazione avviene attraverso le vibrazioni. Il suo colore è il blu e le pietre sono lo zaffiro, l’acquamarina, il calcedonio azzurro. Il senso è l’udito grazie al quale percepiamo l’etere. Quando Vishuddha è bloccato, possono insorgere disturbi alla tiroide, mal di gola, torcicollo, problemi dentali, gengivali, laringiti e persino perdita dell’udito. Sul piano emotivo, lo squilibrio si manifesta con difficoltà comunicative, indecisione, mancanza di creatività, scarsa forza di volontà e tendenza alla dipendenza. Per riequilibrarlo, si utilizza il mantra Ham e si praticano asana come la posizione del pesce, il ponte, il gatto e l’aratro. Oli essenziali come rosmarino e menta, oltre ad attività legate all’aria, possono supportare la riattivazione. Quando questo chakra è in armonia, migliora la comunicazione, la capacità di ascolto e la creatività, favorendo una sensazione di soddisfazione e libertà espressiva.

Chakra, Anahata o “chakra del cuore”

Chakra, Anahata – chakra del cuore

Il quarto chakra è posizionato sul plesso cardiaco nell’area del cuore. L’Anahata Chakra influenza l’identità sociale di una persona e tratti come la fiducia, il perdono, l’amore incondizionato, la conoscenza, la compassione e i problemi dell’anima. È correlato al funzionamento del cuore, della gabbia toracica, del sangue, del sistema circolatorio, dei polmoni e del diaframma, della mammella, dell’esofago, della spalla, del braccio, della mano. L’elemento è l’aria che rappresenta la leggerezza, la libertà e la freschezza. Il suo colore è il verde e le pietre ad esso associate sono lo smeraldo o l’avventurina. Il senso del quarto chakra è il tatto. Un blocco del chakra Anahata, il centro energetico del cuore, può causare problemi alla colonna vertebrale toracica, spalle, polmoni, asma, disturbi cardiaci e respirazione affaticata. Emotivamente si manifesta con difficoltà nelle relazioni affettive, delusione, instabilità emotiva, mancanza di fiducia, compassione e speranza. Per attivarlo, si può recitare il mantra Yama e praticare asana come la posizione del pesce, del cobra e del cammello. Anche l’aroma di rosa e geranio, insieme ad attività legate all’elemento aria, può favorirne l’equilibrio. Quando il chakra del cuore è in armonia, si sperimenta un senso profondo di amore, apertura, ottimismo, compassione e motivazione.

Chakra: Manipura o “chakra del plesso solare”

Chakra: Manipura – chakra del plesso solare

Il terzo chakra è quello del plesso solare ed è localizzato a livello dell’ombelico e corrisponde al plesso gastrico o solare. Il Manipura Chakra è legato al senso di appartenenza, alla comprensione mentale delle emozioni e definisce l’autostima in una persona. Regola il funzionamento della parte superiore dello stomaco, della cistifellea, del fegato, della colonna vertebrale media, dei reni, delle ghiandole surrenali, dell’intestino tenue e dello stomaco. Il suo elemento è il fuoco che porta luce, calore, energia e potenza. Il suo colore è il giallo, quindi pietre come il quarzo citrino o la calcite gialla. Il senso associato ad esso è la vista. Quando il Manipura è bloccato, può provocare disturbi fisici come problemi digestivi, ulcere, diabete, artrite, anoressia, bulimia e squilibri ormonali. A livello emotivo si manifestano bassa autostima, timidezza, paura del rifiuto, indecisione, rabbia e tendenza all’animosità. Per riequilibrarlo, si usa il mantra Ram e si praticano posizioni yoga dinamiche come il saluto al sole, la posa del guerriero I, la plank, le flessioni all’indietro (come dhanurasana) e la posizione della barca. Utili anche gli oli essenziali di limone e zenzero, insieme ad attività legate al fuoco. Un chakra in equilibrio porta maggiore energia, fiducia in sé, concentrazione, lucidità mentale e una buona digestione.

Chakra, svadhistana o “chakra splenico”

Chakra, Swadishthana – chakra della pancia

Il secondo chakra è situato alla base del pube tra i genitali e il plesso nervoso sacrale. E’ correlato all’identità emotiva, alla creatività, al desiderio, al piacere e all’autocompiacimento, alla fertilità e alle relazioni personali dell’individuo. Governa gli organi sessuali, lo stomaco, l’intestino superiore, il fegato, la cistifellea, i reni, il pancreas, le ghiandole surrenali, la milza, la colonna vertebrale media e il sistema autoimmune. Il suo elemento è l’acqua, infatti questo chakra è associato al movimento, al cambiamento e al flusso e ha lo scopo di lasciar andare. Il suo colore è l’arancione e tra tutte le pietre collegate a questo chakra la più famosa è la corniola, capace di portare equilibrio. Il senso associato ad esso è il gusto. Quando lo Svadhisthana è bloccato, possono comparire mal di schiena, libido ridotta, dolori pelvici, problemi urinari, digestione lenta, squilibri ormonali, affaticamento e difficoltà immunitarie. A livello emotivo si manifestano irritabilità, timidezza, senso di colpa, scarsa creatività e tendenza a incolpare gli altri. Per attivarlo, si può recitare il mantra Vam, praticare asana che aprono le anche e piegamenti in avanti, oppure usare oli essenziali come bergamotto e finocchio. Tutte le attività legate all’acqua sono particolarmente indicate. Quando è in equilibrio, questo chakra favorisce creatività, gioia, senso di appartenenza, vitalità e apertura emotiva.

Muladhara chakra della radice

Chakra, Muladhara – chakra della radice

Il primo chackra si trova alla base della spina dorsale, esattamente sul perineo, tra l’orifizio anale e l’organo genitale. Il suo elemento è la terra che è lo stato più condensato della materia e infatti è collegato alla parte solida del corpo come le ossa. Il suo colore è il rosso, le gemme per il primo chakra sono dunque il corallo rosso, l’occhio di tigre e il rubino. Il senso associato è l’olfatto, in quanto la terra è un elemento che percepiamo principalmente grazie ad esso. Muladhara è legato alla stabilità, alla sicurezza e alla connessione con la terra. Quando è in equilibrio, favorisce forza, vitalità, buona digestione e indipendenza. A livello fisico influisce su ossa, reni, intestino, sistema immunitario e attività sessuale. Un blocco può manifestarsi con stanchezza, mal di schiena, stitichezza, insonnia, depressione, paure, insicurezza e bassa autostima. Per attivarlo si può praticare il mantra Lam, eseguire posizioni yoga come la montagna, il guerriero, l’uttanasana e il ponte, oppure utilizzare oli essenziali come tiglio e menta. Anche camminare a piedi nudi o stare a contatto con la natura aiuta a riequilibrarlo.

Ametista

Ametista, la pietra della spiritualità e della trasformazione

Un caldo benvenuto a tutte voi anime belle in questa rubrica, dove settimanalmente parleremo di pietre e di tutto ciò che può apportarci benessere non solo spirituale. Mi presento brevemente, mi chiamo Serena e sono operatrice olistica. Vi voglio parlare delle proprietà delle pietre, del loro utilizzo e, come spesso mi trovo a dire, bisogna provare e testare. Noi siamo fatti di energia, costituiti da diversi strati energetici che vibrano a diverse frequenze; le pietre hanno anch’esse un campo energetico che in risonanza con il nostro, capiamo se una pietra è fatta per noi oppure no. Se è in risonanza col nostro campo allora abbiamo bisogno delle sue proprietà e di lavorare sui punti a cui essa è collegata. Se non ci risuona è perchè in questo momento non abbiamo bisogno di “lavorare” con lei. Visto che ho parlato di “risonanza” oggi vorrei parlarvi di una pietra che è quella che “risuona” con la maggior parte delle persone per le sue svariate proprietà; l’ametista L’ametista è una varietà di quarzo di color viola che a secondo dal posto di estrazione è più o meno scura. I principali giacimenti sono Brasile, Uruguay, Russia, Africa e Nord America. Questo cristallo è simbolo di spiritualità, protezione e purificazione; gli antichi Egizi la utilizzavano come gioiello e come sigillo, nell’antica Roma era considerata un potente amuleto contro l’ubriachezza, mentre i sovrani la utilizzavano come simbolo di potere e saggezza. L’ametista è conosciuta come la pietra della spiritualità e della trasformazione; associata alla purificazione energetica, alla meditazione e all’innalzamento della coscienza spirituale. In cristalloterapia è utilizzata per rafforzare l’intuito, migliorare la connessione spirituale e promuovere un sonno tranquillo; nota anche per aiutare nella lotta contro le dipendenze e comportamenti compulsivi. I suoi benefici sono molteplici, porta equilibrio e tranquillità, aiutando a gestire stress e ansia, stimola la ghiandola pineale, facilitando stati meditativi più profondi, pulisce e protegge l’aura da energie negative. Posizionata sotto al cuscino, può promuovere sogni piacevoli e sonno ristoratore, potenzia l’intuizione e la percezione psichica, aiuta nelle fasi di cambiamento e di crescita personale. Principalmente è associata al chakra del Terzo Occhio e al chakra della Corona ( i chakra sono dei punti energetici distribuiti nel nostro corpo, i quali sono responsabili del corretto funzionamento energetico del nostro corpo ) facilitando la connessione spirituale e la chiaroveggenza. Può essere purificata sotto acqua corrente (poi asciugata benissimo per evitare infiltrazioni che col tempo possono “rovinare” la stessa pietra), ricaricata alla luce lunare o in un gruppo di cristalli di quarzo. Si può usare anche la fumigazione con Palo Santo, Salvia Bianca o incenso. L’esposizione prolungata alla luce diretta del sole può sbiadire il colore viola intenso dell’ametista, pertanto sarebbe consigliato tenerla al riparo dal sole. Particolarmente legata ai segni zodiacali dei Pesci, Acquario, Capricorno e Vergine. Bene, direi che come piccolo riassunto di questa meravigliosa pietra può essere sufficiente per dar modo a voi che leggete di avere un quadro generale dei molteplici suoi usi e delle sue proprietà. Se un po’ vi ho incuriosite continueremo settimana prossima con una nuova pietra, Namastè. A cura di Serena

Occhio di tigre

Occhio di Tigre, coraggio, determinazione e potere personale

Buongiorno a tutte mie care e bellissime Anime, ben ritrovate anche questa settimana con la nostra rubrica. Siete curiose dell’argomento di oggi? Ebbene oggi parleremo di una pietra molto comune ma estremamente bella; l’Occhio di Tigre. Questa stupenda pietra di colore bruno-giallo/ dorato ha anche un particolare “gatteggiamento” che la rende riconoscibilissima; esiste anche in colorazioni blu e rossa ma prende poi nomi diversi, come Occhio di Falco (blu) e Occhio di Bue (rossa), ma ne parleremo poi più avanti. L’Occhio di Tigre ricorda un po’ sia per il colore che per il “gatteggiamento” (o movimento) proprio l’occhio dell’animale associato, cioè la tigre. Anticamente era usato come talismano per proteggere contro il malocchio e le energie negative; nell’antico Egitto era considerato simbolo di potere, coraggio e protezione, utilizzato spesso per i gioielli dei Faraoni, in molte culture era considerata una pietra che poteva fornire coraggio, forza e protezione in battaglia. I romani credevano che avesse il potere di proteggere da demoni e maledizioni. L’Occhio di Tigre è una varietà di quarzo che come principali fonti di estrazione si trova in Sudafrica, Australia, India, Brasile e Stati Uniti. La pietra simboleggia il coraggio, la determinazione e il potere personale. Come la tigre, che è nota per la sua fermezza e la sua capacità di cacciare con precisione, chi utilizza l’Occhio di Tigre può trovare maggiore focalizzazione e chiarezza nei propri obiettivi. In cristalloterapia è utilizzato per rafforzare il senso di autostima, coraggio e determinazione; aiuta a bilanciare le energie yin&yang e a rilasciare paure e ansie. Tra i tanti suoi benefici, si dice ci sia la proprietà di rafforzare la fiducia in sé e la propria capacità decisionale, difendere dalla energie negative e dal malocchio, aiutare a bilanciare le energie emotive e a trovare armonia interiore. Connesso principalmente al Chakra del Plesso Solare, potenziando la forza personale e la determinazione; si dice sia anche un bilanciatore dell’energia dei 3 Chakra inferiori in quanto lavora bene con tutti e tre e con le pietre a essi connesse. Indossando l’Occhio di Tigre come ciondolo o braccialetto aiuta ad assorbire le energie durante tutto il giorno; durante la sessione di meditazione, messo sul chakra del Plesso Solare potenzia la forza interiore e la determinazione. È efficace anche posizionato nell’area lavorativa per aumentare la concentrazione e la chiarezza mentale. L’Occhio di Tigre può essere purificato sotto acqua corrente ( asciugato poi molto bene) e ricaricato alla luce del Sole per non troppo tempo in quanto non va esposta troppo al calore e a sostanze chimiche per preservare l’integrità della pietra. Risuona particolarmente con i segni del Leone, Vergine e Capricorno, enfatizzando forza, determinazione e praticità. Bene anche stavolta una piccola infarinatura e un piccolo riassunto di una pietra meravigliosa con grandi potenzialità e di una bellezza disarmante. Che dire, grazie per continuare a leggere e interessarvi a queste meraviglie della Natura, vi aspetto la settimana prossima per una nuova meravigliosa pietra. Namastè A cura di Serena

Quarzo rosa

Quarzo Rosa, amore eterno, universale e incondizionato

Bentornate care Anime per il nostro appuntamento settimanale con una piccola conoscenza sommaria delle nostre amatissime “pietre”. Oggi parleremo di una nuova meravigliosa pietra, il Quarzo Rosa; pietra molto affascinante con una colorazione appunto Rosa che varia dal più tenue al più carico. Ma ora vediamo un pochino insieme qualche curiosità di questo Quarzo Fin dall’antichità il Quarzo Rosa è stato usato come amuleto per attrarre l’amore e proteggere le relazioni e montato su gioielli; antiche leggende lo associano alle divinità dell’amore come Afrodite e Venere. Nelle culture antiche era considerato il cristallo di “guarigione del cuore e dell’Anima”; era simbolo di amore eterno e incondizionato e utilizzato per rafforzare le relazioni. Questa pietra è considerata simbolo di amore universale ma anche amata per le sue proprietà lenitive e rasserenanti ed è legata all’amore incondizionato ,la compassione, il perdono e l’armonia. La si può trovare in diverse parti del mondo ma i giacimenti più consistenti sono in Brasile, Sudafrica, India e Madagascar. Il Quarzo Rosa è associato per antonomasia al Chakra Del Cuore, proprio per ciò che rappresenta e vale a dire l’amore, la compassione, la pace, la guarigione dell’anima; stimolando il Chakra di corrispondenza aiuta a liberarsi da vecchie ferite e ad aprire il cuore all’amore incondizionato per se stessi e per gli altri. In cristalloterapia è utilizzato per aprire e purificare il Chakra del Cuore promuovendo l’amore incondizionato, rafforzare le relazioni interpersonali e nella “guarigione” emotiva; meditando con questo cristallo possiamo essere più aperti nel capire e apprendere la capacità di donare e ricevere amore. Lenisce le emozioni, favorisce il perdono, aiuta a superare le ferite emotive, rafforza le relazioni, promuove l’armonia, aiuta a sviluppare amore per sé stessi e ad accettare chi si è veramente, riduce lo stress, l’ansia e le tensioni. Tenerlo nella stanza da letto aiuta a diffondere l’armonia nella relazione, meditandoci insieme lavora su questioni di cuore e amore oppure si può indossare come gioiello per ricordarci sempre che prima di tutto bisogna amarsi sempre. Associato particolarmente ai segni del Toro e della Bilancia, il Quarzo Rosa può essere purificato sotto acqua corrente ( e come dico spesso di asciugare molto bene dopo) e ricaricato ai raggi lunari o su una drusa di Ametista o per chi lo pratica col Reiki, evitando la luce diretta del sole che potrebbe sbiadire notevolmente la pietra; piuttosto resistente ma maneggiarlo con cura per evitare spiacevoli rotture o graffi ed è bene evitare l’esposizione ad alte temperature o sostanze chimiche aggressive. Bene anche stavolta abbiamo appreso qualcosa che potrebbe tornarci sempre utile, perchè nella vita ogni cosa per il nostro benessere può rivelarsi utile e sorprendente. Con questo vi saluto e ci leggiamo alla prossima settimana. Grazie di cuore e Namastè. A cura di Serena

error: Il contenuto è protetto !!